metafisici

methaphysic

metafisicos


 Questi ultimi lavori vogliono continuare il dialogo che ho intrapreso nel 1979. Nei vent'anni intercorsi, ho continuato a disegnare le idee che affioravano nella mia mente.
All'inizio è stata una sfida, qualcuno aveva insinuato sull'assenza di figure umane nei miei quadri. Da una frase percepita molti anni or sono, da una grafologa amica, che il punto sulla "i" a cerchio rappresenta sempre "problemi", mi sono permesso di trasformarli in sfere … problematiche! Poi mi venne il desiderio di rappresentare degli "stati psicologici"… paure comuni. Così dal socio-politico sono scivolato nell'escatologia.  Forse Aldo Albani nella sua critica del 1980 ha saputo raccogliere appieno il mio pensiero:
"La più recente invenzione pittorica d'O. Alitta, profonda di significazione psicologica e difficilmente circoscrivibile nel marginale, investe il fuoco di tutto un iter conosciuto, ricco di cognizione artistica, concettuale per ispirazione premonitrice.
Da quella che fu nel tempo trascorso, la metodologia figurale già sin d'allora scelta, Alitta perviene, infatti, ad una naturale palingenesi, indubbiamente protesa e connessa alle finalità della pura ricerca analitica; donde l'introspezione reattiva ed il potenziale umano dell'impaginatura espressiva, sorreggono e vivificano l'onnipresenza della luce cromatica, equamente e realisticamente distesa con tagliente partitura.  Dosando l'istintivo furore, Alitta ribalta la presenza del metafisico: ed ecco il mistero dell'istanza totale che si ricongiunge in aperto spazialismo, all'anelito assoluto di libertà. La formulazione intellettiva, generata dalle ascese cromatiche e resa pulsante dalle geometriche temporali così guadagna l'atavico, a misura ottimale, nel contesto idealistico della vita stessa

Nel 1999 ricevetti una lettera da Torino:

"… Da un discorso squisitamente figurativo con alberi e campi di un giallo solare, cieli intensamente azzurri percorsi da striature, l'Alitta è approdato ad una sorta di pittura surreale, con presenze umane poste in cima a geometrie blu, fra le nuvole, in atto di volare, di impugnare un'illusiva mazza, di volteggiare oltre le nuvole in un groviglio di sfere colorate che s'intitola dubbiosa uscita
Sgocciolante cultura un espandersi nello spazio di volumi colorati dalle cui copertine, il colore sgocciola come se i contenuti dell'opera si stessero liquefacendo.
Cos'inventerà l'Alitta per il Duemila? Un sogno certo - tale è il suo temperamento - fatto di cieli azzurri, di figure irreali, di paesaggi sublimati nei quali sarebbe bello potersi rifugiare.

Dopo i successi ottenuti in Inghilterra, ormai sua patria adottiva, noi dunque attendiamo di rivedere l'Alitta nelle gallerie d'Arte del Piemonte dove lo attende il suo "critico amico".                                            GianGiorgio Massara


Credo di aver soddisfatto la curiosità che sempre i visitatori hanno dimostrato osservando i
miei metafisici.